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Via le gabbie dagli allevamenti: la legge entro il 2023

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L’Unione Europea annuncia che, entro il 2023, sarà pronta la nuova legge che vieta l’utilizzo delle gabbie negli allevamenti. Gli animalisti esultano e il Commissario alla salute Stella Kyriakides fa sapere che gli allevatori saranno aiutati e sostenuti nel passaggio a metodi più sostenibili e dignitosi. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Il sì del Parlamento Europeo

Lo scorso giugno il Parlamento Europeo ha detto sì ha un modificare la legislazione in materia di allevamenti. Nello specifico 558 hanno detto sì a togliere le gabbie dagli allevamenti, 37 no e 85 si sono astenuti.

Via le gabbie dagli allevamenti
558 sì per togliere le gabbie dagli allevamenti

Dopo il grande successo adesso dobbiamo però attendere ancora un po’ prima che ciò diventi effettivo. La stessa commissione Europea si è ora presa l’impegno di riscrivere le leggi che riguardano gli allevamenti. Ma sarà un processo lungo.

Il presidio designato per riscrivere le leggi è presieduto da Ursula Von Der Leyen, che si impegna a presentare il progetto entro il 2023. È prevista un’eliminazione graduale delle gabbie dagli allevamenti che interessano conigli e galline in particolar modo. Tali animali erano un tempo definiti “da cortile” ma oggi, purtroppo vivono per lo più in anguste gabbie.

End The Gage Age e il volere dei cittadini

La legge è in realtà partita proprio dai cittadini. La commissione Europea ha votato in merito a una legge che il popolo europeo chiedeva a gran voce.

animali da cortile
A stare dentro una gabbia sono per lo più quelli che una volta erano considerati animali da cortile: galline e conigli

Un comitato comunitario chiamato End The Gage Age, composto da 170 associazioni animaliste, ambientaliste e a tutela dei diritti (delle quali 21 sono italiane) ha raccolto circa un milione e mezzo di firme.

L’iniziativa è di notevole rilievo, non solo per il gran numero di associazioni e l’altissimo numero di firme raccolte, ma anche per il grande consenso che ha trovato in parlamento.

Inoltre, a dare un’ulteriore spinta all’iniziativa è stato, alcuni mesi, un gruppo composto da 140 scienziati, guidati da Jane Goodale, i quali hanno rappresentato numerose aziende alimentari e ristoratori (tra questi Barilla, Ferrero, Ikea e Jamie Oliver).

Via le gabbie dagli allevamenti: un cambiamento che farà la storia

È il cambiamento più grande nel sistema di sfruttamento degli animali per numero di animali coinvolti. Un’importante pietra miliare verso il superamento dello sfruttamento degli animali a scopo alimentare. Saremo vigili per impedire che altri interessi ne moderino l’ambizione. L’allevamento intensivo è la più grande crudeltà nei confronti di miliardi di animali, che sono esseri senzienti, confinati in questi luoghi in tutto il mondo. Porre fine all’uso delle gabbie è un passo importante verso la fine dell’allevamento intensivo”, scrive End The Gage Age.

Un lungo iter fino a togliere le gabbie dagli allevamenti

Come dicevamo sarà un lungo iter quello che porterà a togliere le gabbie dagli allevamenti. Il primo passo sarà il prossimo anno, nel 2022, con una consultazione pubblica e una ricerca scientifica.

Via le gabbie dagli allevamenti
Via le gabbie dagli allevamenti

La ricerca vuole esaminare gli impatti sociali ed economici che il cambiamento apporterà. La sfida più dura sarà abbattere le resistenze degli allevatori. Per far questo si prevede una lunga fase di accompagnamento, per aiutare gli allevatori nella transizione, anche economicamente.

Gli incentivi saranno incentrati su l’utilizzo di sistemi ecologici che, però, non metteranno a rischio la stabilità delle aziende. A questa si affianca la strategia Farm to Fork, una serie di interventi a livello europeo volti a ridurre i passaggi tra la produzione e il consumatore finale.

L’Efsa, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, inoltre stava già da tempo studiando i punti critici dell’attuale filiera alimentare. Gli studi riguardano in particolar modo gli allevamenti di galline, conigli, suini e bovini.

Si prevede, tuttavia, che la nuova legislativa non riuscirà ad entrare in vigore prima del 2027. Resta comunque una grande vittoria.

 


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