LEGA DEL CANE - SEZIONE DI CARBONIA

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Le 10 specie a rischio estinzione in Italia

Le 10 specie a rischio estinzione in Italia

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Orsi polari, oranghi, balenottere azzurre, sono tantissime le specie a rischio estinzione nel mondo. Sono in molti quelli che temono che, nei prossimi decenni assisteremo ad una delle più grandi estinzioni di massa, come quella avvenuta 65 milioni di anni fa che provocò l’estinzione dei dinosauri. Ad oggi si stima che sono più di due milioni le specie a rischio di estinzione: un quarto delle specie di mammiferi, così come un ottavo degli uccelli, il 25% dei rettili, il 20% degli anfibi e il 30% dei pesci. Il tutto aggravato da una delle più temute estinzioni di massa, quella dei nostri parenti più prossimi: i primati (gorilla, oranghi, scimpanzé e bonobo). Ma in uno scenario così drastico e terrificante quale è la situazione nel nostro paese? L’Italia, purtroppo, non se la passa megl
I gatti conoscono il proprio nome?

I gatti conoscono il proprio nome?

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I gatti conoscono il proprio nome? La risposta a questa domanda sembrerebbe semplice e scontata, soprattutto per chi un gatto lo possiede: certo che si! Eppure la domanda a un analisi più approfondita ha mille sfaccettature. I gatti capiscono quando vengono chiamati solamente dai padroni o dalle persone più vicine o anche da un estraneo? Riconoscono il loro nome per l’intonazione o per la parola vera e propria? E se cambiamo l’intonazione capiscono lo stesso che quello è il loro nome? Associano quei suoni a qualcosa di specifico come gioco o cibo o sanno che “Felix” sono semplicemente loro stessi? A tutte queste domande ha provato a rispondere la psicologa felina Atsuko Saito. Atsuko Saito “Amo i gatti, sono così teneri e, nello stesso tempo, individualisti. Quando desiderano esse
La salute dell’ambiente e le farfalle

La salute dell’ambiente e le farfalle

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Le farfalle sono assolutamente affascinanti, piccoli insetti ammaliatori. Grandi maestri di vita, che con la loro metamorfosi ci insegnano a non fermarci di fronte all’apparenza. Bellissimi e indifesi, passano il novanta percento della loro vita sotto forma di bruco, insignificante, quasi ripugnante, per concedersi, ad un passo dalla morte, un unico intenso momento  da farfalla, che racchiude il senso di tutta la loro esistenza. “Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla” – Laozi. Negli anni le farfalle hanno affascinato l’uomo e catturato la sua curiosità, hanno ispirato grandi opere, poesie, racconti, favole e dipinti. Colorate e vivaci sono il simbolo della spensieratezza e dell’allegria delle belle giornate, ma sono ancora molto, molto di più. Le
Gli scimpanzé stanno perdendo le loro “tradizioni”

Gli scimpanzé stanno perdendo le loro “tradizioni”

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Gli scimpanzé hanno la loro identità culturale, abitudini, comportamenti, “dialetti”, “tradizioni”, che cambiano da popolazione a popolazione, esattamente come per gli esseri umani. Tuttavia proprio quest’ultimi stanno mettendo a dura prova le tradizioni di questi primati, che rischiano di scomparire proprio a causa dell’invasività dell’uomo. Il patrimonio culturale degli scimpanzé I nostri cugini più prossimi hanno così tanto in comune con noi, compresa la trasmissione di quel patrimonio culturale di generazione in generazione in un area geografica circoscritta. Quella ricchezza immateriale che consideriamo tanto umana ma che invece per gli scimpanzé è vitale. Da una generazione all’altra si tramanda l’utilizzo di strumenti, il modo per procurarsi il cibo, il cibo preferito e i gesti
L’Australia vuole sterminare due milioni di gatti entro il 2020

L’Australia vuole sterminare due milioni di gatti entro il 2020

Gatti
Purtroppo si sente fin troppo spesso parlare di stermini di massa, talvolta per grandi eventi sportivi o culturali di risonanza mondiale, o per qualche altro motivo. Certo sentire giungere questa notizia da un paese come l’Australia lascia abbastanza sconcertati. Gatti feral L’ultimatum è stato lanciato ai gatti feral. Ma chi sono i gatti feral? Non stiamo parlando di gatti selvatici, scientificamente chiamati Felis Silvestris, i quali sono una razza molto diversa da quella interessata dal piano di sterminio. I gatti feral sono quei gatti rinselvatichiti. Stiamo parlando del normale gatto domestico, o meglio, di quelli che una volta erano gatti domestici, abbandonati o lasciati liberi di girare e riprodursi. I gatti domestici non sterilizzati lasciati liberi hanno creato un numero
l lutto dei gorilla

l lutto dei gorilla

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I gorilla sono tra i nostri cugini più prossimi e negli anni di studio e osservazione abbiamo rilevato una miriade di comportanti così simili ai nostri da lasciarci senza parole. Tra tutti questi comportamenti c’è anche il lutto? Da una recente ricerca sembrerebbe proprio di sì. Lo studio Autori dello studio sono stati due scienziati del Dian Fossey Gorilla Fund International di Atlanta. Al centro dello studio il lutto vissuto dai gorilla di montagna “silver back” del Volcanoes National Park, in Ruanda, a seguito della morte di due esemplari: Tuck e Titus. La documentazione dell’evento è tanto importante quanto rara. Perché i gorilla morenti sono soliti allontanarsi dal gruppo e difficilmente si riesce, quindi, a documentare le reazioni degli altri esemplari. Inoltre, non si possono
Freedom Farm: la fattoria degli animali disabili

Freedom Farm: la fattoria degli animali disabili

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Quella che stiamo andando a vedere è una fattoria davvero speciale: la Freedom Farm, la fattoria che accoglie e si prende cura degli animali disabili. Tuttavia non ci troviamo proprio dietro l’angolo, ma a Moshav Olesh, una piccola comunità agricola nel cuore d’Israele. La nascita della Freedom Farm La Freedom Farm, la fattoria della libertà nasce dall’idea e dall’amore di due attiviste: l’ex dirigente d’affari Adit Romano, 52 anni, e un ex esperta del settore tecnologico, Meital Ben Ari, 38 anni. Dal loro amore per gli animali è nato un luogo che è forse, ancora, unico al mondo. Un luogo a metà strada tra una fattoria e una clinica veterinaria, dove ogni animale può sentirsi ben accetto e riscoprire una nuova vita. Freedom Farm, tuttavia, non aiuta solo gli animali in difficol
Zanzara-tigre, squalo-balena e altri “ibridi” di madre natura

Zanzara-tigre, squalo-balena e altri “ibridi” di madre natura

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Capita moltissime volte di imbattersi in qualche post esilarante sui social che ritraggono strani ibridi di madre natura. Come lo squalo-balena con le crisi d’identità. O domandarsi, ad esempio, come hanno fatto mamma zanzara e papà tigre a dare vita alla zanzara-tigre? Ovviamente sono solo scenette comiche per strapparci una risata. Fatto sta che di questi strani “ibridi” in natura ve ne sono davvero molti. Certo, non sempre sono realmente degli ibridi, il più delle volte è stato l’essere umano ad affibbiare i nomi di entrambe le specie, per analogie e similitudini un po’ con una un po’ con l’altra. Mentre molti altri sono davvero discendenti diretti di entrambe le specie, e, il più delle volte, il risultato è affascinante. Ecco alcuni degli ibridi di madre natura. Felini Tra gli
Le api e il riscaldamento globale

Le api e il riscaldamento globale

Bollettini ufficiali
Sappiamo già quanto le api siano essenziali alla sopravvivenza dell’essere umano, di tutte le specie viventi e dell’intero pianeta. Queste, però, non se la passano proprio bene. A minacciarle vi sono pesticidi, malattie, perdite degli habitat e il riscaldamento globale. Tra tutti i problemi, grandi e piccoli, che l’umanità e il pianeta Terra sta attraversando in questi decenni, la moria delle api è uno di quelli che maggiormente minano la nostra sopravvivenza. Dovremmo davvero fare molta attenzione a questo piccolo e prezioso insetto. Senza di esso l’uomo è destinato a una veloce estinzione. “Se le api scomparissero dalla faccia della Terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Diamo qualche numero Se le grida di aiuto e i campanelli d’allarme lanciati da espert
Il mistero delle tartarughe Caretta Caretta decapitate

Il mistero delle tartarughe Caretta Caretta decapitate

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Abbiamo già parlato delle tartarughe Caretta Caretta, popolazione di testuggini d’acqua che popola il Mare Nostrum. La loro esistenza è a rischio, per colpa delle troppe vittime di plastica, della riduzione dell’habitat, della mancanza di spiagge libere dove deporre le uova in sicurezza e delle reti dei pescatori. Proprio quest’ultimi sono stati al centro dello scandalo di cui si è parlato nelle ultime settimane: alcune tartarughe trovate decapitate. Inizialmente si era data la colpa proprio a un macabro rituale dei pescatori del barese, successivamente discolpati. Rimane quindi il mistero, ma ecco la storia. I ritrovamenti L’allarme è stato lanciato via social dal WWF il 18 Febbraio scorso. "In Puglia è emergenza tartarughe! Sale a cinque il numero delle tartarughe trovate decapitat