LEGA DEL CANE - SEZIONE DI CARBONIA

Lav di Treviso: «Non mangiate più carne di coniglio»

In piazza contro gli allevamenti, Marca capitale italiana. «Devono diventare animali da compagnia»

TREVISO. Coraggio coniglio. La Lav, Lega antivivisezione, sceglie uno slogan provocatorio, e sceglie Treviso, capitale italiana degli allevamenti di conigli (1,3 milioni nella Marca sui 30 in tutta Italia) per lanciare la sua campagna nazionale contro gli allevamenti e per abolire il consumo di carne dei conigli, dando a questi animali l’«inviolabilità» di cani e gatti.
Il 22 maggio un banchetto in piazza Borsa ha documentato ai trevigiani i maltrattamenti dei conigli negli allevamenti, con appositi tablet video. E poi una raccolta di firme per sostenere la legge che vuol vietare il consumo di carne di consiglio, e un impegno personale a non mangiarne per un anno. «Facendo così ogni persona salva due conigli, in Italia ne stiamo salvando 160 mila», sottolinea Roberto Bennati, vicepresidente nazionale della Lav, ieri a Treviso. «È il terzo animale domestico nelle case degli italiani, la sensibilità verso questo animale sta cambiando, è sempre più vissuto come animale da compagnia, che non va mangiato», continua Bennati, «a Treviso poi abbiamo scoperto almeno una decina di persona che ne hanno in casa da anni. E lo diciamo dopo il nostro reportage negli allevamenti, che ha documentato terribili condizioni di vita dei conigli, dovuta anche all’assenza di una disciplina di legge in materia, per cui le aziende fanno un po’ quello che vogliono. E ancora, abbiamo prove del diffuso abuso di farmaci per curare i conigli da ferite e malattie: e sono molecole e sostanze che inevitabilmente finiscono nella catena alimentare».
La Lav sottolinea come i supermercati svizzeri abbiano già fermato l’importazione dei consigli italiani, e come alcune catene della grande distribuzione italiana stiano cominciando a rivedere l’approvvigionamento della carne di coniglio. «E ricordiamo che non è affatto una carne salubre», ricorda Bennati, «anzi può danneggiare i reni per l’eccesso di acido urico».