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Sperimentazione animale – Al bando in Olanda dal 2025. E in Italia?

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La Lega del cane: chi sfrutta gli animali per sperimentazione è fuori dalla storia. Rosati: A Brescia il Centro nazionale per i metodi alternativi, riconosciuto dal ministero. Lavorare solo sulle cellule è già possibile. Perché lo Stato non investe su questa ricerca?

Un decisivo passo avanti in Europa per dire basta per sempre alla sperimentazione animale arriva dall’Olanda. La decisione annunciata è infatti rivoluzionaria, perché entro il 2025 saranno messi al bando questi test per la ricerca.
E’ un caposaldo giuridico per chi sostiene da decenni la necessità di far cessare l’esistenza di stabulari, la negazione di fatto della vita per gli esseri senzienti, in nome di una scienza che può avere alternative certe e certificate”, commenta Piera Rosati, Presidente nazionale di LNDC.

L’Italia – prosegue Rosativive più contraddizioni -. Da una parte infatti vietiamo di allevare animali destinati alla sperimentazione, dall’altra non ne sanzioniamo l’importazione! Un gioco cerchiobottista che non affronta con coraggio la soluzione, prova ne sia la proroga alla sperimentazione per sostanze di abuso come alcol, droga e fumo”.

Come mai nessuno ricorda che è attivo e riconosciuto dal ministero della Salute il Centro nazionale di referenza per i metodi alternativi, presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Brescia, sede dell’Izs di Lombardia ed Emilia Romagna? Nel Centro si opera con successo da anni sulle colture cellulari, con una banca cellulare a cui attingono paesi da tutto il mondo, in particolare per la ricerca sulle staminali.
L’eccellenza della struttura, che ricordiamolo bene, è pubblica, ed è di fatto centro specializzato “distaccato” del ministero, è tenuta nascosta e non se ne divulgano i progressi scientifici. Anziché operare sugli animali vivi, si sperimenta solo sulle cellule crioconservate. E’ la dimostrazione che la sperimentazione animale ha delle alternative su base scientifica, riconosciuta dalle più alte autorità dello Stato. E’ questa la strada di civiltà che apre all’abbandono di una sperimentazione di morte, fuori dalla storia. Perché lo Stato non investe in questa ricerca?”.


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