mercoledì, Agosto 17LEGA DEL CANE - SEZIONE DI CARBONIA
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Perché il cane è il migliore amico dell’uomo: ce lo spiega la scienza

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Fin da piccoli ci hanno abituato a considerare il cane come il migliore amico dell’uomo e come l’animale più fedele in assoluto, il quale mai e poi mai avrebbe potuto tradire il proprio padrone. In effetti se si notano i comportamenti dei nostri amici a quattro zampe ci si rende conto che da parte loro esiste una vera e propria forma di adulazione nei confronti di chi li accudisce e li cresce.
Col passare del tempo però questo dubbio ha iniziato ad interessare anche la scienza che ha voluto indagare a fondo circa tali questioni per comprendere cosa ci fosse alla base di tale rapporto tra uomo e cane.
Le risposte sono alquanto interessanti.

Padrone e conoscenti

Il primo passo compiuto dalla scienza per determinare il perché il cane sia il miglior amico dell’uomo e la differenzazione che lo stesso animale fa tra il padrone e quelli che potremmo definire conoscenti.
Il cane infatti nel corso della sua vita individua un solo ed unico padrone e che considererà tale per tutto il corso della sua vita. Tutte le altre persone con le quali entrerà in contatto saranno considerati sconosciuti o conoscenti per i quali proverà si un affetto, ma mai paragonabile con quello provato per il padrone.
Proprio nei confronti del padrone infatti ci sarà sempre un tipo di affetto completamente differente che porterà l’animale ad amarlo anche dopo una batosta o una delusione. Secondo la scienza questo deriva da due fattori principali: il primo è la spiccata intelligenza di questi animali mentre il secondo è la loro necessità di sottomettersi ad un padrone e alla sua volontà.
Tale necessità è naturalmente istintiva e ha origini decisamente molto antiche che sono da ricercare agli albori dell’addestramento di questi animali.

Cattività e addestramento

Le ricerche condotte dalla scienza per comprendere i motivi per i quali il cane è considerato il migliore amico dell’uomo sono state indirizzate a tantissimi anni fa quando questi animali non erano ancora stati posti, per così dire, in cattività.
I cani selvatici infatti hanno iniziato ad avere rapporti con le popolazioni nomadi di uomini in quanto potevano giovare degli avanzi di cibo lasciati proprio da questi ultimi. Nonostante questo però i cani, così come i lupi loro stretti cugini, erano parte di un branco all’interno del quale era presente naturalmente un capo.
Secondo la scienza, col proseguire degli anni, i rapporti con gli uomini si sono sempre più intensificati rendendo i cani sempre più “domestici” e sempre meno adatti alla vita del branco. Tuttavia, nonostante questa forma di gruppo sociale andava via via scomparendo, la necessità di avere un capo non mutava delineando per la prima volta la figura del padrone.
I cani, in poche parole, avvertono la necessità di avere un capo che identificano in quello che è il padrone. Proprio per questo così come non avrebbero mai tradito istintivamente il capo branco allo stesso modo si comportano con un padrone umano.

Cani e umore

Oltre ai motivi che hanno portato i cani a legarsi sempre più agli esseri umani c’è da dire che il rapporto non è unilaterale e, anzi, giova tantissimo anche ai padroni.
Tra i motivi che hanno portato a definire il cane il migliore amico dell’uomo ci sono anche fattori di natura chimica e biologica. Secondo alcuni studi condotti su un campione molto vasto infatti, pare che la presenza di un cane all’interno di una famiglia aiuti a migliorare moltissimo l’umore, oltre che ad abbassare i livelli di stress in maniera davvero sorprendente.
Non è un caso che questi magnifici animali siano spesso utilizzati per le terapie contro la depressione con risultati ottimali sul medio e lungo termine. Più amici di cosi!


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