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L’ultimo rinoceronte bianco, storia dell’estinzione di una specie

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È di pochi giorni fa la notizia che Sudan, l’ultimo rinoceronte bianco maschio, è venuto a mancare, in Kenya, nella riserva Ol Pejeta Conservation, dove viveva, insieme alle due femmine della sua specie, ora destinate all’estinzione. La storia ha fatto il giro del mondo ed ha reso Sudan celebre, facendo conoscere al Mondo una realtà difficile, quella in cui versano non solo i rinoceronti, ma tutte quelle specie animali che quotidianamente lottano contro l’estinzione.

I rinoceronti bianchirinoceronte bianco

I rinoceronti si dividono in cinque classi, tra questi vi sono i rinoceronti bianchi, i quali a loro volta si dividono in altre due sottoclassi, i meridionali e i settentrionali. Sudan apparteneva ai rinoceronti bianchi settentrionali, già considerati estinti in natura da diversi anni, rimanevano solo una manciata di esemplari tenuti in zoo e riserve, cercando di salvaguardarli, invano, dall’estinzione. Sudan passò gran parte della sua vita in uno zoo dell’ex Cecoslovacchia, prima di giungere nella riserva del Kenya, dove i responsabili lo hanno aiutato e protetto dai bracconieri fino alla fine, a 45 anni. Sudan, come rinoceronte bianco, apparteneva alla terza specie più grande dell’Africa, dopo l’elefante e l’ippopotamo, arrivando a pesare fino a 2400 chilogrammi. La popolazione di rinoceronti bianchi è passata da circa 2000 esemplari negli anni 60 a 15 nel 1984, a causa della perdita del loro habitat, ma soprattutto del bracconaggio. Ora sono rimaste sole Fatu e Najin, le ultime due femmine della specie, che ancora vivono nella riserva che condividevano con Sudan, sorvegliate giorno e notte affinché non cadano vittime dei bracconieri.

L’ultima speranza per la specierinoceronte bianco

Una campagna di sensibilizzazione partita lo scorso Aprile, aveva raccolto fondi per un totale di 9 milioni di dollari, con lo scopo di preservare la specie, sapendo delle deboli condizioni fisiche di Sudan. Ora, dopo la sua morte, rimane sola una flebile speranza, la fertilizzazione in vitro. Elodie Sampere, portavoce della riserva, ha infatti annunciato che proveranno a portare avanti la specie, grazie a dei campioni di Sudan, conservati per poter cercare di fertilizzare una delle due femmine rimaste, dato che le condizioni di Sudan non permettevano nessun altro tipo di tentativo. Ora non resta che vedere se la fertilizzazione andrà a buon fine, e se Sudan, pur non essendoci più riuscirà a diventare padre, regalando ancora un po’ di speranza alla sua specie.

Molte altre specie a rischio estinzione

La lezione che Sudan ha impartito al mondo non riguarda solamente la specie di rinoceronti bianchi, ma ha fortemente sensibilizzato l’opinione pubblica su un aspetto del nostro mondo spesso sottovalutato, l’impatto che l’impronta umana ha sulla vita delle altre specie. Uno dei problemi che affligge il nostro pianeta al momento è quello dei gas serra, il quale sta portando sull’orlo dell’estinzione migliaia di specie. Non è solo l’orso polare, del quale sentiamo parlare in continuazione, a soffrire per i cambiamenti climatici, ma molte altre specie, come il leopardo delle nevi, la tigre dell’Amur o il rinoceronte di Giava. Intere aree del pianeta potrebbero perire sotto un cielo sempre più caldo, come le Galapagos e l’Amazzonia, ma è anche il nostro Mediterraneo a soffrirne terribilmente. Nelle nostre acque ci sono infatti diverse specie protette a rischio estinzione, tra queste le tartarughe Carette Carette, presenti solamente nel bacino Mediterraneo, ma che sono ormai sull’orlo dell’estinzione, nei mari italiani. Il problema più grande è legato alla riproduzione, ed alla difficoltà di trovare una spiaggia idonea a depositare le uova, è per questa ragione che l’Italia intera si sta mobilitando con innumerevoli associazioni di volontari per aiutare la specie durante tutto il processo fino alla schiusa e all’ingresso in mare dei nuovi nascituri.


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